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Coira
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mwhaCoira ([ˈkɔira]cite-ref-4[4], toponimo mwigitaliano; in mwiwtedesco e ufficialmente mwjaChur [kuːɐ̯] , in mwjwfrancese mwkaCoire [kwaʁ] , in mwkwromancio mwlaCuira cite-ref-dss-5-0[5]) è un mwmgcomune svizzero di mwmw39177 abitanti del mwnaCanton Grigioni, nella mwnqregione Plessur; ha il mwngtitolo di città ed è la capitale del cantone e il capoluogo della regione.

Contents

Storia
Simboli
Musei
Media
Strade
Sindaci
Sport
Note

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Geografia fisica

Coira è adagiata nell'alta valle del mwogReno e alla confluenza di importanti strade di valico con il sud delle mwowAlpi.

Origini del nome

Il nome della città ha origini controverse, oggetto di dibattito scientifico. La ricerca più antica derivava il toponimo, attestato per la prima volta intorno al 280 d.C. in un itinerario stradale romano (mwpgItinerarium Antonini) come mwpwCuriacite-ref-dss-5-1[5], dal latino mwracūria ("casa del consiglio, assemblea del senato"), interpretandolo come mwrqcūria Raetia prīma (città principale, sede amministrativa della mwrgprovincia mwrwRezia (mwsaRaetia prima). Questa etimologia è stata successivamente confutata per motivi sia linguistici che storici: lo storico mwsqTheodor Mommsen aveva già respinto la derivazione da mwsgcūria, poiché Coira al tempo della prima attestazione non era ancora capitale della mwswRaetia prima; dal punto di vista linguistico, il linguista Johann Ulrich Hubschmied ha dimostrato che la vocale radicale delle forme romance attuali Cuera/Cuoira non può derivare da una mwtwū lunga, ma solo da una mwuaǔ breve o da una mwuqō lunga. Hubschmied ha quindi collegato il nome al celtico mwugcŭria, o al più antico mwuwkorjā/korā ("stirpe, clan"), forse anche "sede della stirpe": una parola, documentata nelle mwvalingue celtiche e in molti toponimi, etimologicamente imparentato con l'mwvqalto tedesco antico mwvgheri ("esercito"). Questa interpretazione è oggi indiscussa tra gli studiosicite-ref-6[6].

Storia

Preistoria

Scavi archeologici hanno rivelato che i primi insediamenti risalgono al mwxgPaleolitico (XI millennio a.C.); resti di fondamenta e oggetti dell'mwxwEtà del bronzo e mwyadel ferro sono stati rinvenuti nella parte orientale del centro storicocite-ref-dss-5-2[5].

Età antica

La città divenne campo fortificato sotto i mwagRomani con il nome latino di mwawmwbaCuria Raetorum nel 16-15 a.C; non è ancora dimostrato che dopo la ripartizione della provincia mwbqRezia sotto l'imperatore mwbgDiocleziano Coira sia stata eletta capitale della provincia mwbwRezia prima, che si estendeva dal mwcalago di Costanza ai laghi dell'mwcqItalia settentrionale fino alla mwcgVal Venostacite-ref-dss-5-3[5]. Da Coira passava la via Spluga, mweqstrada consolare che collegava mwegMilano con mwewBregenz passando dal mwfapasso dello Splugacite-ref-7[7].

Nel IV secolo fu istituita la mwggdiocesi di Coiracite-ref-diocesi-8-0[8], la prima al nord delle Alpi; una leggenda la vuole fondata da san Lucio di Coira, re britannico divenuto poi il primo vescovo della città del quale è santo patrono dal X secolocite-ref-diocesi-8-1[8]cite-ref-9[9]; tuttavia il primo vescovo menzionato nei documenti fu Asinio, che fu rappresentato dal mwkgvescovo di Como in una lettera sinodale del 451cite-ref-diocesi-8-2[8]cite-ref-10[10].

Età medievale

Durante le invasioni barbariche del V secolo Coira fu un avamposto a nord del Regno ostrogoto che occupava l'intera penisola italiana e assunse il nome di Theodoricopolis; mwpala cattedrale e il castello vescovile che sorgono sull'area dello mwpgHof Chur, una terrazza rocciosa a pianta triangolare che digrada nella parte meridionale del nucleo urbano, spostarono il centro dell'insediamento sulla riva destra del mwqqfiume Plessurcite-ref-hof-11-0[11].

Nel IX secolo fu sotto domino dei mwrwFranchi; solo quando si stabilì il mwsaSacro Romano Impero nel X secolo, dopo il conflitto con i Magiari (nel biennio 925-926 distruzione della cattedrale) e con i mwswSaraceni (nel 940 incendio della città e nel 954 una seconda maggiore invasione), la città fiorì di nuovocite-ref-dss-5-4[5]cite-ref-diocesi-8-3[8], grazie alla posizione favorevole su una delle più importanti vie di comunicazione nord-sud dell'Europa lungo l'alta valle del Reno accedendo al mwvgpasso del Giulio e al mwvwpasso del Settimo da un lato e al mwwapasso dello Spluga e al mwwqpasso del San Bernardino dall'altro, controllati dai vescovi di Coiracite-ref-diocesi-8-4[8]. Tutti i passi erano utilizzati fin dal tempo dei Romani ma ora divennero di importanza fondamentale per gli imperatori del Sacro Romano Impero, occupati politicamente e militarmente su entrambi i versanti delle Alpi. mwyaOttone I di Sassonia insediò nel 951 il suo vassallo Hartpert come vescovo e concesse al vescovado ampi diritti e possedimenticite-ref-diocesi-8-5[8]cite-ref-12[12].

Il potere temporale fu consolidato dal vescovo Egino (1163-1170)cite-ref-13[13], innalzato nel 1170 al titolo di principe, e si mantenne grazie al completo controllo della via di Settimo che collegava Coira con Chiavenna. Il vescovo quindi era un mw2gprincipe vescovo, a capo del mw2wprincipato vescovile di Coira (analogamente ai confinanti mw3aprincipati vescovili di Trento e mw3qdi Bressanone e a diversi altri nel territorio del Sacro Romano Impero); per potere controllare i suoi territori (da Coira all'mw3gEngadina, alla mw3wVal Bregaglia, alla mw4aVal Venostacite-ref-diocesi-8-6[8]) assunse con il consenso o perfino su ordine dell'imperatore mw5wministeriali (o avogadri), signori feudali di fiducia che controllavano e proteggevano il territorio con le armi: la famiglia mw6aPlanta controllava l'Engadinacite-ref-14[14], i territori centrali dei Grigioni invece furono affidati ai mw7qVon Vazcite-ref-15[15].

Nel XIII secolo la popolazione superava il migliaio di abitanti (artigiani, commercianti e agricoltori); la città era circondata da una cerchia di mura e non si sviluppò oltre questa delimitazione medievale fino al XVIII secolocite-ref-dss-5-5[5]. La costituzione della mw9wLega Caddea nel 1367 segnò un primo passo verso l'attenuazione del controllo vescovile sulla vita della città, che poco dopo si dotò di un primo statuto; nel 1413 si menziona per la prima volta un mw-aborgomastrocite-ref-dss-5-6[5]. Gli abitanti assaltano più volte tra il 1418 e il 1422 la sede vescovile, costringendo il vescovo Johannes Naso a fare concessionicite-ref-dss-5-7[5]: il vescovo, che mostrava un comportamento spesso complice degli Asburgo (signori dal 1363 della confinante mwaqycontea del Tirolo), perse stima e potere.

Nel 1464 la cittadinanza si diede una costituzione che regolava le corporazioni e l'occupazione delle cariche cittadine (borgomastro, piccolo e grande consiglio)cite-ref-dss-5-8[5]. Essendo il più grande insediamento della Rezia, in conseguenza della Lega Caddea, Coira divenne il centro del potere economico e politico delle mwaqwTre Leghe, anche se si alternava con mwaq0Davos e mwaq4Ilanz come sede della dieta comune; nel 1489 la città ottenne l'alta corte di giustiziacite-ref-dss-5-9[5] (competenza giudiziaria su furti, rapine, omicidi, violenze, stregoneria, omosessualità e infanticidio), ma le fu negato l'aspirato stato di mwarucittà libera dell'Imperocite-ref-dss-5-10[5].

Età moderna

Come espressione della completa emancipazione dal vescovo – che aveva mantenuto tra l'altro i diritti di dogana, di conio delle monete e di caccia – la città si unì alla mwarwRiforma; tuttavia restò sede della mwar0diocesi cattolicacite-ref-dss-5-11[5]. Solo nel XVI secolo la mwasilingua tedesca si affermò sul mwasmromancio, sebbene la sede episcopale fosse già in mano tedesca dal IX secolo; nonostante gli incendi del 1464 e del 1574 la città si sviluppò economicamente fino alla rivoluzione dei Cantoni nella mwasqguerra dei trent'anni, quando la città fu distrutta e gravemente colpita delle epidemiecite-ref-dss-5-12[5].

Con la riforma protestante il vescovo nel 1524 fu costretto a lasciare la città, cedendola in amministrazione, mentre assumeva, in veste di conte dell'Alta Rezia (attuale parte alta della Val Venosta con annessi territori oggi svizzeri e austriaci), il diritto di partecipare alla Lega Caddea, alleata agli Svizzeri. Dopo vari tentativi, solo con i mwatiCappuccini viene ricondotto in città il mwatmcattolicesimocite-ref-diocesi-8-7[8] nel 1635. Nella metà del XVII secolo la città riprese un pacifico sviluppo, sostenuto dal rinnovato traffico attraverso i valichicite-ref-dss-5-13[5]. Il principe-vescovo, pur senza feudi immediati, tornò ad avere diritto di voto e seggio alla mwat4Dieta imperiale dal 1654cite-ref-diocesi-8-8[8] fino al 1798, anno in cui il principato vescovile fu occupato dagli Svizzeri e poi secolarizzato nel 1801 da Napoleone.

Età contemporanea

Il principato vescovile fu soppresso nel 1803, anno in cui i Grigioni entrarono nella mwausConfederazione elvetica; Coira divenne ufficialmente capitale del cantone nel 1820cite-ref-dss-5-14[5]. Nel 1852 mwavaHof Chur, la rocca vescovile che fino allora era rimasta indipendente dalla città, venne incorporata nel comunecite-ref-dss-5-15[5]cite-ref-hof-11-1[11]. Dopo la demolizione della cerchia delle mura cittadine, dalla fine del XIX fino alla seconda metà del XX secolo la città si sviluppò all'estensione attuale; nel 1939 la città incorporò l'insediamento di Sassal, nel 2020 il comune soppresso di mwavkMaladers, nel 2021 quello di mwavoHaldenstein e nel 2025 quello di mwavsTschiertschen-Pradencite-ref-dss-5-16[5]cite-ref-16[16].

Simboli

Stemma d'argento, all'arco a sesto acuto di rosso, merlato alla guelfa di sei pezzi, i due merli centrali più alti, finestrato di nero ai lati, aperto del campo e carico dello mwawystambecco saliente di nero, linguato di rosso.cite-ref-17[17]cite-ref-18[18] Questo stemma era utilizzato come sigillo fin dal XIV secolo, sebbene la porta abbia assunto forme diverse nel corso del tempo. Una raffigurazione a colori del 1522 si trova sulla porta del municipio.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwaxgHof Chur, cittadella vescovilecite-ref-dss-5-17[5]cite-ref-diocesi-8-9[8]cite-ref-hof-11-2[11]:

• mwaycCattedrale cattolica di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1272, eretta su un precedente edificio del V secolo;
• Castello vescovile;
• Chiesa cattolica di San Martino, eretta nell'VIII secolo e ricostruita;

• Chiesa cattolica di San Lucio, eretta nell'VIII secolo e ricostruita nel XIII e nel XIX secolocite-ref-dss-5-18[5];
• Chiesa riformata di San Martino, eretta nel 1470-1492cite-ref-dss-5-19[5];
• Chiesa riformata di Santa Regula, eretta nel IX secolo e ricostruita nel 1494-1500cite-ref-dss-5-20[5].

Architetture civili

• Palazzo comunale (mwaaeRathaus), ricostruito dopo il 1464cite-ref-dss-5-21[5];
• Edifici di rappresentanza lungo la Grabenstrasse, ex fossato colmato a metà del XIX secolocite-ref-dss-5-22[5]:

• Villa Brunnengarten (1848);
• Villa Planta (1876);
• Sede del parlamento e del tribunale cantonale (1878);
• Poste (1904);
• Sede della Banca cantonale grigione (1911);

• Piazza delle Poste (mwabmPostplatz, 1858), centro del nucleo storico urbanocite-ref-dss-5-23[5].

Siti archeologici

• Resti della città romana mwabsCuria Raetorumcite-ref-dss-5-24[5];
• Resti di una tomba del V secolo ove sorgeva la chiesa di Santo Stefano, distrutta nel XVI secolocite-ref-dss-5-25[5].

Società

Tabella riassuntiva dell'evoluzione demografica a Coira dal 1860 per popolazione, nazionalità, lingua e religionecite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-3-1[3]cite-ref-lingue-19-0[19]cite-ref-religioni-20-0[20].

| Anno | Popolazione | Nazionalità | Nazionalità | Lingua | Lingua | Lingua | Lingua | Religione | Religione | Religione |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Anno | Popolazione | Svizzeri | Stranieri | Tedesco | Italiano | Romancio | Altre | Protestanti | Cattolici | Altre |
| 1860 | 6 990 | 6 373 (91,17%) | 617 (8,83%) | | | | | 4 253 (60,84%) | 2 733 (39,10)% | 4 (0,06%) |
| 1880 | 8 753 | 7 866 (90,05%) | 1 023 (11,71%) | 7 587 (86,75%) | 250 (2,86%) | 989 (11,32%) | 39 (0,45%) | 6 440 (73,73%) | 2 431 (27,83)% | 18 (0,21%) |
| 1888 | 9 259 | 8 094 (87,42%) | 1 165 (12,58%) | 7 799 (84,23%) | 250 (2,70%) | 1 158 (12,51%) | 52 (0,56%) | 6 518 (70,40%) | 2 729 (29,47%) | 12 (0,13%) |
| 1900 | 11 532 | 9 687 (84,00%) | 1 845 (16,00%) | 9 288 (80,54%) | 677 (5,87%) | 1 466 (12,71%) | 101 (0,88%) | 7 561 (65,57%) | 3 962 (34,36%) | 9 (0,08%) |
| 1910 | 14 639 | 12 042 (82,26%) | 2 597 (17,74%) | 11 628 (79,43%) | 1 165 (7,96%) | 1 697 (11,59%) | 149 (1,02%) | 9 200 (62,85%) | 5 388 (36,81%) | 51 (0,35%) |
| 1930 | 15 574 | 13 685 (87,87%) | 1 889 (12,13%) | 12 926 (83,00%) | 822 (5,28%) | 1 681 (10,79%) | 268 (1,72%) | 9 777 (62,78%) | 5 717 (36,71%) | 80 (0,51%) |
| 1950 | 19 382 | 17 852 (92,11%) | 216 (1,11%) | 16 118 (83,16%) | 1 015 (5,24%) | 1 981 (10,22%) | 268 (1,38%) | 11 700 (60,37%) | 7 466 (38,52%) | 216 (1,11%) |
| 1970 | 31 193 | 26 332 (84,42%) | 4 861 (15,58%) | 23 585 (75,61%) | 3 033 (9,72%) | 3 318 (10,64%) | 1 257 (4,03%) | 15 331 (49,15%) | 15 462 (49,57%) | 400 (1,28%) |
| 1990 | 32 868 | 27 259 (82,93%) | 5 609 (17,07%) | 25 719 (78,25%) | 2 040 (6,21%) | 2 269 (6,90%) | 2 840 (8,64%) | 14 021 (42,66%) | 15 944 (48,51%) | 2 903 (8,83%) [ 21 ] |
| 2000 | 32 989 | 27 061 (82,03%) | 5 928 (17,97%) | 26 715 (80,98%) | 1 692 (5,13%) | 1 765 (5,35%) | 2 817 (8,54%) | 12 710 (38,53%) | 14 713 (44,60%) | 5 566 (16,87%) [ 22 ] |
| 2020 | 36 336 | 28 650 (78,85%) | 7 686 (21,15%) | 26 828 (84,78%) [ 23 ] | 2 034 (6,43%) [ 23 ] | 1 671 (5,28%) [ 23 ] | 7 078 (22,37%) [ 23 ] | 8 221 (25,98%) [ 24 ] | 10 894 (34,42%) [ 24 ] | 12 533 (39,60%) [ 24 ] [ 25 ] |

Evoluzione demografica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabellacite-ref-dss-5-26[5]:

Abitanti censiticite-ref-26[26]

Etnie e minoranze straniere

Circa 15mwavg 000 dei 36mwavk 000 abitanti di Coira sono stranieri, secondo il censimento del 2020cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-3-2[3].

Lingue e dialetti

Secondo il censimento del 2020 su 31mwawa 646 abitanti con più di 15 anni 26mwawe 828 (84,78%) sono di mwawilingua tedesca, 2mwawm 034 (6,43%) di mwawqlingua italiana, 1mwawu 671 (5,28%) di mwawylingua romancia, 372 (1,18%) di mwawclingua francesecite-ref-lingue-19-1[19].

Religione

Secondo il censimento del 2020 su 31mwaw4 647 abitanti con più di 15 anni i mwaw8protestanti sono 8mwaxa 221 (25,98%), i mwaxecattolici 10mwaxi 894 (34,42%), gli appartenenti ad altre confessioni mwaxmcristiane 1mwaxq 903 (6,01%), i mwaxumusulmani 1mwaxy 378 (4,35%), gli appartenenti ad altre confessioni 397 (1,25%) e senza appartenenza religiosa 8mwaxc 491 (26,83%)cite-ref-religioni-20-1[20].

Cultura

Coira è sede della mwax4Pro Grigioni Italiano e della mwax8Lia Rumantscha, associazioni culturali finalizzate alla tutela della lingua e della cultura, rispettivamente, di lingua italiana e di lingua romancia del cantone.

Musei

• mwaygMuseo Retico (mwaykRätisches Museum), fondato nel 1872cite-ref-dss-5-27[5]: si trova esattamente nel centro della città, vicino alla cattedrale, e ospita reperti archeologici che risalgono fino all'età della pietra, oggetti della storia e della tradizione locale e della civiltà di montagna;
• Museo d'arte dei Grigioni, fondato nel 1919cite-ref-dss-5-28[5];
• Museo della natura dei Grigionicite-ref-dss-5-29[5].

Media

• mwaz0mwaz4La Quotidiana, mwaz8quotidiano in mwa0alingua romancia;
• mwa0iRTR, struttura dell'mwa0mazienda radiotelevisiva pubblica SRG SSR in mwa0qlingua romancia.

Geografia antropica

Coira è al centro di un'mwa0cagglomerazione urbana (mwa0gChurer Rheintal), l'unica di rilievo in una vasta area, che richiama pendolari dalle aree limitrofe e da tutta la parte settentrionale del Canton Grigionicite-ref-dss-5-30[5].

Quartieri

Tra i quartieri di Coira figuranocite-ref-dss-5-31[5]:

• Ackermann
• Clawuz
• mwa1cHof Churcite-ref-hof-11-3[11]
• Rheinquartier
• Salas
• Sennhof/Karlihof
• Welschdörfli

Frazioni

Tra le frazioni di Coira figuranocite-ref-dss-5-32[5]cite-ref-0-27-0[27]:

• mwa3eHaldensteincite-ref-28[28]

• Batänja

• mwa3kMaladerscite-ref-29[29]

• Brandacker
• Sax

• mwa4iPradencite-ref-30[30]
• mwa4gTschiertschencite-ref-31[31]

La frazione capoluogo include, oltre al centro abitato omonimo, anche i centri di mwa44Araschgen (in parte appartenente al comune di mwa48Churwalden)cite-ref-32[32] e di Masans.cite-ref-0-27-1[27]

Economia

L'economia di Coira è incentrata sul mwa5osettore terziario, soprattutto sui servizi legati ai trasporti e all'amministrazione pubblica; minor rilievo hanno le attività del mwa5ssettore secondario, con imprese di modeste dimensioni e diffuse per lo più nel circondariocite-ref-dss-5-33[5]. A Coira nel 1780 il birraio grigionese Rageth Mathis fondò il birrificio Rhätische Aktienbrauereien, che nel 1971 prese il nome di mwa6mCalanda Bräu ed ebbe grande sviluppo con il marchio mwa6qCalanda, acquisito nel 1993 dall'olandese mwa6uHeinekencite-ref-33[33].

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il territorio comunale di Coira è attraversato mwa60dall'A13 (mwa64Sankt Margrethen-mwa68Locarno) e sono presenti le uscite di Chur Nord e di Chur Süd. Da nord, proviene il tratto comune a due mwa7astrade principali: la mwa7e3 (mwa7iBasilea-mwa7mCastasegna) e la mwa7q13 (mwa7uTrasadingen-mwa7yBrissago). Le due strade si separano sull'Obertorbrücke, che scavalca il fiume mwa7cPlessur: la prima prosegue in direzione sud verso mwa7gTiefencastel, mentre la seconda si dirige a ovest verso mwa7kReichenau.

Ferrovie

La mwa8astazione di Coira è capolinea della linea ferroviaria a mwa8escartamento ordinario proveniente da mwa8iRorschach, gestita dalle mwa8mFerrovie Federali Svizzere (FFS)cite-ref-orario-grigioni-2024-pp-31-40-34-0[34].

La città è sede della mwa8kFerrovia Retica (RhB) che esercisce una vasta rete di ferrovie a mwa8oscartamento ridotto (1000mwa8s mm) nel Canton Grigioni. Il territorio comunale è infatti attraversato dalla mwa8wLandquart-Coira-Thusis che serve la stazione centrale e anche le fermate mwa80di Coira Ovest, mwa84di Coira Wiesental e la mwa88stazione di Haldensteincite-ref-35[35].

Nel piazzale antistante la stazione di Coira si trova il capolinea della mwa9uferrovia per Arosa, altra ferrovia della RhB, che percorre il suo tratto iniziale in sede promiscua sulle strade del centro abitato della città come la Engadinestrasse, la Grabenstrasse, la Plessursquai e la Sandstrasse. Dopo aver raggiunto il Sassalbrücke, la ferrovia inizia il suo percorso in sede propria lungo la Schanfigg, la valle solcata dal Plessur. Lungo il percorso in sede promiscua, sulla Plessurquai, si trova la mwa9cfermata di Coira Città Vecchiacite-ref-36[36].

La mwa90rete celere di Coira è composta da due linee, entrambe con mwa94cadenzamento a frequenza oraria e che impiegano le ferrovie della Retica. La stazione di Coira è servita anche dalla S12 della mwa98rete celere di San Gallo che la collega alla mwa-astazione di Sarganscite-ref-orario-grigioni-2024-pp-31-40-34-1[34].

Impianti a fune

A Coira è presente la funivia del mwa-cBrambrüesch.

Mobilità urbana

Coira è servita dalla rete autobus del Transreno che vede la collaborazione di Chur Bus, la società locale che si occupa del trasporto pubblico urbano e suburbano su gomma della città, e di mwa-sAutoPostale Svizzeracite-ref-37[37].

Amministrazione

Sindaci

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1895 | 1904 | Richard Camenisch | FDP | Sindaco | [ 38 ] |
| 1904 | 1911 | Oreste Olgiati | FDP | Sindaco | [ 39 ] |
| 1911 | 1915 | Robert Pedotti | | Sindaco | |
| 1915 | 1926 | Georg Hartmann | | Sindaco | [ 40 ] |
| 1926 | 1935 | Adolf Nadig | FDP | Sindaco | [ 41 ] |
| 1936 | 1951 | Gian Mohr | FDP | Sindaco | [ 42 ] |
| 1951 | 1960 | Johann Anton Caflisch | FDP | Sindaco | [ 43 ] |
| 1960 | 1972 | Georg Sprecher | FDP | Sindaco | [ 44 ] |
| 1973 | 1988 | Andrea Melchior | | Sindaco | |
| 1988 | 1996 | Rolf Stiffler | | Sindaco | |
| 1996 | 2000 | Christian Aliesch | | Sindaco | |
| 2001 | 2012 | Christian Boner | | Sindaco | [ 45 ] |
| 2012 | 2025 | Urs Marti | PLR | Sindaco | [ 46 ] |
| 2025 | in carica | Hans Martin Meuli | PLR | Sindaco | [ 1 ] |

Gemellaggi

Coira è gemellata concite-ref-47[47]:

• mwbccCabourg
• mwbcoMayrhofen
• mwbdaTerracina

Sport

A Coria hanno sede le squadre di mwbdmcalcio mwbdqFussballklub Chur 97, di mwbdufootball americano mwbdyCalanda Broncos e di mwbdchockey su ghiaccio mwbdgHC Coira.

Note

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cite-note-224. Dei quali 1mwbxc 998 (6,06%) senza appartenenza religiosa.
cite-note-lingue2020-235. Su 31mwbye 646 abitanti con più di 15 anni; potevano essere indicate fino a tre lingue.
cite-note-religioni2020-246. Su 31mwbyk 647 abitanti con più di 15 anni.
cite-note-257. Dei quali 8mwby0 491 (26,83%) senza appartenenza religiosa.
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Bibliografia

• mwbkgStoria dei Grigioni, tre volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2000.
• citerefvaschetto-2017Diego Vaschetto, Il Glacier Express e le ferrovie a scartamento ridotto dal Bernina a Zermatt, Torino, Edizioni del Capricorno, 2017, ISBN 978-88-7707-343-3.
• citereforario-grigioni-2024Orario Canton Grigioni 2024. 10.12.2023-14.12.2024, Coira, Canton Grigioni, 2023.

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Collegamenti esterni

• (DE) Sito ufficiale, su chur.ch.
• citereftreccani-itCoira, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itCòira, su sapere.it, De Agostini.
• citerefdss(IT, DE, FR) Coira, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Chur, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.